Facciata ventilata

Le facciate ventilate in breve I PRO E I CONTRO

Nei paesi con climi particolarmente rigidi come ad esempio il Nord Europa, o nelle zone della fascia alpina, la facciata cosiddètta ventilata è una caratteristica che si riscontra molto frequentemente nell’architettura tradizionale. Infatti essendo l’acqua e il ghiaccio una delle cause principali di degrado degli edifici, la protezione delle strutture murarie da questi fenomeni garantiva maggiore durata per le costruzioni. Il rivestimento protettivo poteva essere realizzato con materiali differenti come il legno, il cotto, la pietra o la lamiera, a seconda del luogo e della disponibilità del materiale.

Questa tecnica tradizionale è stata attualizzata con le Facciate Ventilate, tecnica che si adatta molto bene alle nuove architetture moderne, ma anche nei casi di risanamento e recupero energetico. Esistono tante tipologie di facciate ventilate con i materiali e le composizioni più varie e creative, rappresentando una valida alternativa al cappotto termico esterno, in presenza di condizioni estreme (tensioni, irregolarità superficiali ecc.). In estrema sintesi una parete ventilata è composta da:

Una sottostruttura per l’ancoraggio del rivestimento solitamente in metallo;
Uno strato di isolante termico;
Un intercapedine di ventilazione (che elimina l’umidità in eccesso);
Il rivestimento esterno montato a secco;

Vediamo brevemente anche i pro e i contro di una soluzione tecnica di questo tipo; tra le argomentazioni a favore troviamo sicuramente l’ottima resistenza agli agenti atmosferici e quindi la durata prolungata nel tempo rispetto ad una facciata tradizionale ad intonaco. Manutenzione facile e ridotta nel tempo e grande capacità di smaltire il calore in estate e l’umidità in eccesso proveniente dall’interno dell’edificio, grazie all’intercapedine di ventilazione, che se adeguatamente realizzato funziona come un camino che spinge l’aria verso la sommità della facciata. Tra le motivazioni a sfavore troviamo la presenza di possibili ponti termici sulla facciata dovuti agli ancoraggi della sottostruttura, che devono essere progettati con attenzione aggiungendo elementi di taglio termico; inoltre la caratteristica data dall’intercapedine di ventilazione potrebbe essere un problema in caso di incendio perché favorisce la propagazione delle fiamme e la sottostrutura potrebbe cedere causando danni gravi a cose e persone; è consigliabile l’uso di materiali isolanti non infiammabili e quando l’edificio è molto alto vengono inseriti elementi tagliafuoco. Infine l’aspetto dei costi di investimento che pur essendo maggiori rispetto ad una facciata tradizionale (si parte da circa 60 €/mq a salire), le facciate ventilate si dimostrano comunque economicamente competitive nell’intero ciclo di vita dell’edificio. Bisogna considerare infatti l’aspetto della minore manutenzione negli anni e anche la riciclabilità e facilità di smontaggio a fine vita del sistema.

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