macchina per il blower door test

Cos’è e perchè è importante il blower door test

Il Blower Door Test o Prova di tenuta all’aria dell’edificio è nato in Svezia alla fine degli anni 70 per testare la tenuta all’aria dei serramenti; si tratta di un test NON distruttivo e poco invasivo, non facilmente influenzabile da fattori esterni e quindi riproducibile in ogni stagione. Attenzione però al vento che se troppo forte impedisce di fare il test. Molto sinteticamente si tratta di collegare un ventilatore in una apertura dell’edificio (generalmente una porta) e poi sigillandola in modo da impedire ingressi ed uscite indesiderate d’aria; il ventilatore è collegato ad un computer con un apposito software che registra le variazioni di pressione all’interno dell’edificio o appartamento; l’aria viene immessa o aspirata e la forza del ventilatore viene regolata in modo che tra pressione interna e pressione esterna ci sia una prestabilita differenza.

La nornativa che regola questo tipo di test è la UNI 13829:2002, che definisce due modalità di esecuzione:

Modalità A: la più severa consiste nella prova di un edificio in uso;
Modalità B: verifica dell'involucro dell'edificio; bisogna chiudere tutte le aperture regolabili e rendere ermetiche le aperture presenti nell'involucro;

Il test viene eseguito sia in sovrapressione che in depressione e sono previsti diversi livelli di pressione in ordine crescente a partire da circa 70Pa fino a circa 30-35Pa; le coppie di dati ricavati (portata mc/h e diff.P) vengono riportati su un grafico ottenendo una linea retta. Alla fine viene misurato il dato n50 (pressione di riferimento 50 Pascal) con la seguente formula n50=V50/Vl dove il dato V50 viene dato dalla macchina, mentre V è il volume dell’edifiiclo oggetto del test. Valori di n50 accettabili per un edificio a basso consumo non devono superare n50<2.
Ma facciamo un passo indietro: perchè è così importante il blower door test in un edificio a basso consumo come ad esempio una CasaClima? Perchè se vogliamo ottenere l’obiettivo di avere bassi consumi e comfort quindi benessere termico interno è opportuno che l’involucro dell’edificio sia ermetico all’aria, anche se è impossibile raggiungere la totale ermeticità; possiamo dire che ogni perdita d’aria incontrollata rappresenta una perdita d’energia quidi maggiori consumi (possiamo classificare la perdita come un ponte termico); inoltre sono probabili formazioni di condense interstiziali indesiderate e infine, ma non meno importanti si ha discomfort per correnti d’aria interne, per rumori provenienti dall’esterno e per possibile ingresso di sostanze inquinanti.
L’edificio non deve “respirare” se non attraverso la ventilazione meccanica (impianto VMC) o attraverso l’aprire e chiudere le finestre; non si tratta quindi di chiudere ermeticamente tutto l’involucro ma di impedire dispersioni indesiderate.

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