piccola casa isolata in montagna

Riflessioni sulla casa minima

Ho trovato questo breve testo di un monaco buddista, le cui parole ritengo sono ancora attuali e rispecchiano il modo che potremmo definire “estremo” di intendere l’abitare dell’architettura contemporanea giapponese.
La casa minima intesa come tale sia per le dimensioni estremamente ridotte, ma anche per l’arredo ridotto e la vita breve; nell’epoca moderna, la progettazione di una casa minima rappresenta una sfida per gli architetti, che si trovano di fronte molto spesso a dei lotti minimi, che necessitano di progettazioni “complesse” per soddisfare esigenze complesse. Un aiuto a riflettere dunque su cosa sia necessario inserire in una casa, l’occasione per l’architetto di essere estremo e sperimentare al massimo.

“Una casa, lo so bene, non è che una dimora temporanea, ma che gioia trovarne una dalle proporzioni armoniose e dall’atmosfera piacevole. In qualche modo si ha l’impressione che persino la luce della luna, quando illumina l’interno di una tranquilla dimora di una persona di buon gusto, abbia un effetto più intenso ed emozionante che altrove. Anche se non è alla moda o decorata in modo elaborato, una casa ci piacerà per la sua bellezza senza pretese, per un boschetto di alberi dall’aria indefinibilmente antica; per un giardino in  cui le piante, crescendo in modo spontaneo, hanno un fascino particolare; per una veranda e uno steccato di legno traforato costruiti in modo interessante; e per qualche oggetto personale lasciato in giro con noncuranza, che dà al luogo un senso di vissuto. Una casa che è stata lucidata con ogni cura da uno stuolo di operai, in cui sono in bella mostra strani e rari mobili cinesi e giapponesi e persino l’erba e gli alberi del giardino non vengono fatti crescere in modo naturale, è brutta a vedersi e molto deprimente. Come si può vivere a lungo in un posto simile? Anche lo sguardo più distratto noterà quanto è probabile che una casa così si trasformi in fumo in un istante.”
Kenkò, Essays in idleness, the Tsurezuregusa of Kenkò

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